La fotografia nazionalpopolare di Martin Parr

La fotografia nazionalpopolare di Martin Parr

Conformismo: qualcosa da cui Martin Parr sfugge come se fosse una malattia.

Inglese di origine, nato nel 1952 a Epsom, nella contea del Surrey, poco lontano da Londra ma sotto un’altra amministrazione, il fotografo “cattivo” ha sempre preferito mostrare la realtà sotto una luce quasi edulcorata ma profondamente realistica, accentuata in modo che il pubblico possa capire esattamente cosa frullava nella testa del fotografo al momento dello scatto: qualcosa che, in generale, è molto difficile che accada in maniera così istantanea e diretta.

Parr ha studiato fotografia al Manchester Polytechnic per poi dedicarsi al fotogiornalismo, realizzando parecchi reportage per riviste e compagnie teatrali.

È anche stato insegnante di fotografia all’Oldham College of Art, a Manchester, a Dublino e a Newport.

Nel 1994, dopo aver pubblicato già numerosissimi lavori di importanza mondiale, è diventato membro di Magnum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo, con sedi a Parigi, New York, Tokyo e Londra.

Lo stile fotografico di Parr

Quello che il fotografo inglese comunica al pubblico che lo segue, forse, lo si può capire al 100% tramite una sua dichiarazione: “La fotografia è, nella sua essenza, un mezzo democratico che possiede una grande capacità di emozionare la gente e, allo stesso tempo, un forte potere di mischiare i generi. Quando si cerca di rinchiudermi in una categoria cerco immediatamente di uscirne. L’esperienza personale della mia vita quotidiana si sovrappone ai soggetti che scelgo; cerco di raccontare quello che vivo nella mia esperienza del mondo (…) La gente ordinaria e i posti qualunque ispirano in me la stessa passione che porta altri fotografi a raccontare guerre, carestie ed epidemie: io, però, preferisco andare nel supermarket della mia città”.

L’occhio di Martin Parr è ironico, sui generis, polemico, anti-convenzionale.

Anzi, quello che si evince osservando i suoi scatti al “microscopio” è proprio questa voglia di raccontare il quotidiano dissacrandolo, portando il pubblico ad osservare quello che viene fatto ogni giorno da un altro punto di vista: il consumismo, i centri commerciali super affollati, i cestini stracolmi di immondizia alle fermate dei mezzi pubblici, i bambini che abusano di dolciumi e caramelle, mostrati con la bocca e le mani sporche…

Uno stile, insomma, che fa pensare ma fa anche parlare di sè, qualcosa che si può amare o odiare ma a cui nessuno può restare indifferente, soprattutto tra chi ama la fotografia e il suo mondo multisfaccettato.

Previous Canon e National Geographic per la fotografia naturalistica
Next Hengki Koentjoro, il mago del bianco e nero

About author

Simona Vitagliano
Simona Vitagliano 68 posts

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor freelance. Tutor di Matematica e Fisica.

You might also like

Blog

Benvenuti sul nostro blog

Il blog: un nuovo strumento di comunicazione per essere più vicini a voi.

Matrimonio

Alla scoperta del bouquet più in voga del 2018

Gli italiani, si sa, sono affezionatissimi ai rituali tradizionali e alla perfetta osservanza delle usanze locali, di luogo in luogo. È pur vero, però, che nel corso del tempo tantissimi

Matrimonio

La lista completa delle fiere sposi in Italia

Partecipare alle fiere sposi può essere un’esperienza molto importante e formativa, sia per gli addetti ai lavori che per i futuri coniugi. Nonostante il digitale stia, pian piano, ricoprendo di

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!