Stefano Unterthiner: un italiano per National Geographic

Stefano Unterthiner: un italiano per National Geographic

Un sogno che diventa realtà, anzi molto di più: per Stefano Unterthiner quest’anno c’è stata la svolta della sua vita.

Già collaboratore con l’edizione italiana del magazine del National Geographic (oltre a numerose altre riviste come Animan, GEO, BBC Wildlife, Terre Sauvage, Airone) e autore di 5 libri fotografici, nel mese di Settembre si è visto pubblicare un lavoro sui pinguini reali dell’isola di Possession (uno dei luoghi più isolati e selvaggi del pianeta, nell’arcipelago delle Terre Australi) addirittura dal magazine “madre”, il National Geographic americano.

Mesi di viaggio e di permanenza nei luoghi più remoti della Terra (le sue prossime mete sono i territori artici) hanno dato vita a degli scatti che, più che fotografie, sono poesie, ma in un’intervista comparsa su nikonschool.it l’autore stesso si definisce autodidatta e tanto, tanto appassionato.

In particolare, questa avventura dei pinguini reali è durata 5 mesi, di cui uno intero, tra andata e ritorno, di viaggio e 4 di permanenza, insieme all’inseparabile moglie Stéphanie.

Unterthiner, tra l’altro, è laureato in Scienze Naturali, con un dottorato in zoologia, e sostiene che i suoi studi e le sue specializzazioni, per quanto non fondamentali per il lavoro che svolge adesso (dal 2000), gli sono di grande aiuto per poter scoprire inquadrature nuove da cui “guardare” gli animali, ma anche i paesaggi, cercando di restituire loro la vera identità madre selvaggia e wild.

Motivo per il quale si dedica molto spesso a zone del pianeta quanto più incontaminate possibile dalla presenza (e dal cemento) della civiltà umana.

Un “artigiano” dell’immagine

Stefano Unterthiner si auto-definisce un artigiano dell’immagine, qualcuno che ha ammirato tanto ed apprezzato i lavori di grandi, grandissimi e piccoli fotografi di tutto il globo, cercando di dimenticare, però, contemporaneamente, tutte le influenze e di trovare uno stile che potesse essere ricco, nuovo, personalissimo ed anche “divertente”; la fotografia, altrimenti, non sarebbe per lui nulla di così emozionante.

Da sempre impegnato anche nei confronti dell’ambiente e nello studio della relazione uomo-pianeta, questo coraggioso artista ha anche stabilito, insieme al suo editore, che per ogni copia venduta del suo nuovo fotolibro “Le notti dell’orso“, 1 euro venga donato in favore dell’IFAW (International Fund for Animal Welfare), per favorire proprio il recupero di cuccioli di orso rimasti vittime o orfani della caccia.

Uno stile inconfondibile che sta facendo di un italiano il punto di riferimento nel mondo!

 

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Simona Vitagliano
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