Analogico VS digitale: chi vince la sfida?

Analogico VS digitale: chi vince la sfida?

Da quando la fotografia digitale è diventata alla portata di tutti, l’analogico sembra essere diventato di nicchia, apprezzato solo da professionisti del settore, malinconici del vintage, collezionisti ed intenditori.

In verità, c’è molto ancora da dire e da valutare su questa tecnica che ci ha accompagnato, e ad alcuni ancora accompagna, per così tanti anni della nostra vita, attraversando moltissime delle nostre generazioni precedenti.

Abbiamo, così, deciso di fare una schematizzazione di tutti i punti per i quali l’analogico batte il digitale e viceversa.

La superiorità dell’analogico

Quello che c’è, innanzitutto, da precisare è il processo di funzionamento delle macchine fotografiche analogiche.

Il tutto si basa sull’utilizzo di superfici plastiche rivestite di composti (alogenuri) d’argento sensibili alla luce; quest’ultima viene assorbita nei loro cristalli, rendendo possibile la stabilizzazione dell’immagine, che inizialmente è latente, attraverso lo sviluppo, che altro non è che un’amplificazione chimica.

Quello che accade in uno strumento digitale è molto simile, partendo da un sensore che viene esposto alla luce, i cui “pixel” prendono il numero 1 quando vengono “illuminati” e restano su 0 in caso contrario (codice binario). Tramite, poi, i programmi di grafica è possibile leggere i colori e trasformarli da numeri in immagini visive.

Ma in cosa si dimostrano superiori questi alogenuri d’argento?

Sicuramente per quanto riguarda la risoluzione, tenendo conto anche del fatto che i toni intermedi (cioè i livelli di grigio) sono registrati in maniera continua, le pellicole sono disponibili in varie tipologie di sensibilità, fino ad arrivare a valori ancora irripetibili dalle Reflex, senza contare che la sensibilità naturale è molto alta e va a ricoprire tutto lo spettro visibile e l’infrarosso… una qualità che permette fotografie molto migliori anche in determinati scenari e/o atmosfere.

Inoltre,  l’alogenuro di argento può essere fabbricato in tantissimi modi differenti, risultando molto versatile come scelta, e le pellicole sono realizzabili molto velocemente.

La superiorità del digitale

Il digitale è sicuramente qualcosa di più “facile”, di automatico, di intuitivo anche per i neofiti, ed è per questo che appassiona tanto. Inoltre, la possibilità di scattare, virtualmente, infinite foto, potendone scegliere qualcuna ed eliminando facilmente tutte le altre, è qualcosa che rende questa tipologia di fotografia sicuramente più semplice ed economica, dove, invece, con l’analogico ogni scatto va, poi, sviluppato e, in caso di sbagli, può trasformarsi anche in uno spreco. Tra l’altro c’è da considerare che le soluzioni di trattamento (come quelle che si usano in fase di sviluppo) vanno smaltite o riciclate, andando, in ogni caso, ad impattare sull’ambiente e sul portafoglio; sebbene, infatti, anche la strumentazione digitale vada smaltita, questo accade solo alla fine del ciclo vitale della macchina, il che rende il tutto un po’ più ecologico, oltre che meno costoso in termini di spese continue.

Inoltre l’efficienza dei materiali a base di alogenuro d’argento è molto inferiore rispetto a quella delle macchine elettroniche.

Infine c’è da dire che gli alogenuri d’argento hanno una naturale sensibilità alle radiazioni ionizzanti, che talvolta crea un effetto di appannaggio che può ridurre anche sensibilmente la qualità fotografica finale.

Insomma, come in tanti altri raffronti che abbiamo fatto, il vincitore può essere decretato soltanto personalmente, in base alle proprie specifiche esigenze!

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